e mi diressi verso il mio hotel, che si trovava in una via chiamata Calle de los libreros. Buffo, avevo pensato al momento di prenotare, “via dei librai”. Vedrai che sarà solo un nome. Invece spuntò fuori che quella era davvero la via delle librerie. Ce ne saranno state una dozzina, una ogni cinque metri da ambo le parti. Per giunta l’albergo si trovava in cima alla strada, quindi non me ne persi una. Sembrava un incubo fin troppo realistico. Le librerie si somigliavano tutte, erano per lo più piccole e deserte. Diedi un’occhiata dentro un paio senza entrare. I commessi avevano la stessa faccia che dovevo avere io in libreria. Un misto di noia, insofferenza, e mancanza di fiducia nell’umanità.
L’apprendista libraio - il romanzo
pag 106 e 107