Febbraio 2012
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fa così freddo oggi che l’unico modo per far sciogliere il burro è raccontargli una storia triste
Non puoi scrivere romanzi se non sei morto almeno una volta e poi non hai...
– Pasquale, Rocco e i loro fratelli - Gabriele Romagnoli (via rosesandcherubim)
Poter consumare quello che voglio e che è disponibile sul mercato (ma non è...
– » Ladri contro sbirri di frontiera: l’assurda distruzione della cineteca di Babele Suzukimaruti (via plettrude)
esattamente
(via curiositasmundi)
“mi siederò in riva al torrent”
Rifugi
gianfrancomammi:
Il ventuno agosto stavo seduto a U zlatého tygra con il signor Hubl, ci eravamo rifugiati lì come ai vecchi tempi ci si rifugiava in chiesa, perché in chiesa nessuno poteva essere ucciso e in birreria nessuno dovrebbe venire arrestato.
Bohumil Hrabal, L’uragano di novembre (e/o, 2003), pag. 59
“Mary, cos’è la mala?” “Boh, una roba dei fumetti” “Ah, già”
Neanche la posta di Cioè avrebbe saputo fare di meglio
di grushenka
L’Uomo Ragno vent’anni fa è stato ucciso per donare la vita eterna alla nostra...
– http://signoramaria.wordpress.com/2012/02/10/eravamo-proprio-tanti-deficienti-tutti-quanti/ (via paturniosa)
tre toc brevi tre lunghi tre brevi
ti bacio in contumacia fuggitivo renitente latitante braccato dalla polizia della noia nascosto in questo buco non mi troveranno e continuerò a mandarti baci molti baci contumaci finché ti accorgerai del pezzetto di mio fazzoletto nella tua tasca quella sinistra quella dei jeans chiedi ai tuoi cani di trovare la strada per trovarmi hanno fiuto...
inajar:
o tumblero che non mi segui ma poi riposti le cose che ho postato io ma ripostandole da altri che segui, io ti odio.
ahahahahahahah!!!
una modesta proposta: scrittori, curatevi le... →
lidl rules →
la smerigliatrice eccentrica non è una signora abbigliata in maniera stravagante che viene a casa vostra a levigare vetri o altre superfici che ne avessero bisogno. è invece una macchina rotante che esegue lavori di smerigliatura proposta dalla odierna newsletter del lidl, per soli 24,99 euro. dio, quanto li adoro.
Ode al lettore itinerante milanese
Lettore che ti aggiri per Milano, un libro eternamente nella mano, dai mezzi sali e scendi imperturbato, cuore leggero e spirto deliziato. Ti rechi in ogni dove, qui e poi là; misuri col tuo libro la città. Per continuare a leggere un romanzo talvolta tu rinunci pure al pranzo; ti vedo in primavera, dentro al parco tra i jogger ti ritagli sempre un varco. Tu punti alla panchina,...
Limoni a colazione: Delle amicizie che non sono... →
limoniacolazione:
Quando mia sorella era piccolissima, quindi io ero piccola senza superlativo, se arrivava l’estate e c’era la possibilità si andava tutti a vasto, in abruzzo, al mare. Andavamo sempre nello stesso posto, l’hotel perrozzi. Quando ero piccolissima, quindi mia sorella non c’era ancora, prendevamo una…
dove posso oggi svuotare il cuore o svuotare gli occhi le labbra spaccate o le palpebre dolenti. Mi raccontano le parole semplici di un libro, le colline sulla strada del lavoro, una fetta di cielo frantumata dai rami, la telefonata della sera, veloce, “stai bene, su”, prima che io dica “forse no”. A domani, a domani, lo so.
dove
Le mani stringono poi quello che capita, lasciato lì per dimenticanza o per errore o per riguardo verso se stessi, al riparo di un lembo di stoffa.
al riparo
inajar:
shhh… hai inteso?
(cose che fan star bene: il verbo “intendere” usato come “sentire”)
Mandateci i bambini in biblioteca, rischiate di ritrovarli migliori.
– M. Marziani, Chiedete alle biblioteche di acquistare i miei libri (via mastrangelina)
e mi diressi verso il mio hotel, che si trovava in una via chiamata Calle de los libreros. Buffo, avevo pensato al momento di prenotare, “via dei librai”. Vedrai che sarà solo un nome. Invece spuntò fuori che quella era davvero la via delle librerie. Ce ne saranno state una dozzina, una ogni cinque metri da ambo le parti. Per giunta l’albergo si trovava in cima alla strada, quindi non me ne persi...
Ogni tanto in libreria capitava qualcuno che non vedevo dai tempi del liceo. «Quindi lavori qui?» diceva. «Sì.» «Cavolo, mi dispiace che non sei riuscito a trovare lavoro.»
da: l’apprendista libraio, stefano amato, pag 88
Avevo una teoria. Ero convinto che tutte le persone morte fino ad allora – tutte, dalla preistoria ai giorni nostri – avessero avuto negli ultimi istanti di vita lo stesso identico pensiero. Qualcosa del tipo: “se sapevo che finiva così non mi sarei preoccupato più di tanto.” Ne ero certo. Per questo non mi preoccupavo mai di niente, soprattutto del futuro.
da: l’apprendista libraio,...
Ero arrivato alla conclusione che certa gente non ha una vita. Chi ha una vita non resta un pomeriggio chiuso in un negozio a torturare un commesso. Sta all’aria aperta. Oppure a letto con qualcuno. O al mare. Sta in qualunque posto tranne che in un negozio. Ma evidentemente la gente senza una vita è molto più numerosa di quella che una vita ce l’ha. Per questo i negozi stanno aperti sempre più...
Accidente storico
Il libro, ha detto, è un accidente storico della letteratura: la quale esisteva prima ed esisterà dopo. Per un lasso relativamente breve di tempo il loro percorso è stato comune:ma non dobbiamo illuderci che libri e letteratura siano la stessa cosa, ha proseguito Balestrini, perché non lo sono. Solo uno dei due vivrà per sempre.
Nanni Balestrini citato da VIncenzo Latronico qui